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Schizofrenia: più alto rischio di mortalità con Quetiapina, più basso con Clozapina

L’introduzione di farmaci antipsicotici di seconda generazione nel corso degli anni ’90 del secolo scorso si ritiene abbia influenzato in modo negativo la mortalità nei pazienti con schizofrenia.

Ricercatori della Kuopio University in Finlandia hanno condotto uno studio per stabilire il contributo a lungo termine dei farmaci antipsicotici in questi pazienti.

I registri nazionali finlandesi sono stati utilizzati per confrontare la mortalità causa-specifica in 66.881 pazienti rispetto alla popolazione generale ( 5.2 milioni ) nel periodo 1996-2006 e per collegare questi dati con l’uso dei farmaci antipsicotici.

È stata misurata la mortalità per tutte le cause dei pazienti con schizofrenia durante l’esposizione attuale e cumulativa a qualsiasi farmaco antipsicotico rispetto all’uso di Perfenazina ( Trilafon ).

Benchè l’uso proporzionale di antipsicotici di seconda generazione sia aumentato dal 13% al 64% durante il periodo osservazionale, la differenza nell’aspettativa di vita tra i pazienti con schizofrenia e la popolazione generale non è aumentata tra il 1996 ( 25 anni ) e il 2006 ( 22,5 anni ).

Rispetto all’uso corrente di Perfenazina, il più alto rischio di mortalità generale è stato registrato con Quetiapina ( Seroquel; hazard ratio aggiustato, HR=1.41 ) e il rischio più basso con Clozapina ( Clozaril, Leponex; 0.74; p=0.0045 per la differenza tra Clozapina vs Perfenazina e p<0.0001 per tutti gli altri farmaci antipsicotici ).

L’esposizione cumulativa a lungo termine ( 7-11 anni ) a qualsiasi trattamento antipsicotico è risultata associata a una più bassa mortalità rispetto all’assenza di trattamento ( 0.81 ).

Nei pazienti con una o più prescrizioni di farmaci contro la psicosi, è stata osservata una relazione inversa tra la mortalità e la durata dell’uso cumulativo ( HR per la tendenza per anno di esposizione 0.991 ).

In conclusione, il trattamento a lungo termine con farmaci antipsicotici è associato a una più bassa mortalità rispetto al non-uso di questo tipo di farmaci.
I farmaci di seconda generazione rappresentano un gruppo fortemente eterogeneo, e la Clozapina sembra essere associata a una mortalità sostanzialmente più bassa rispetto a quella degli altri farmaci antipsicotici.
Le restrizioni sull’uso della Clozapina dovrebbero essere rivalutate. ( Xagena2009 )

Tiihonen J et al, Lancet 2009; 374: 620-627


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